6 consigli per aiutarti a vivere il processo creativo senza forzare nulla.

In ogni ambito professioniale ci sono delle capacità che, se sviluppate, possono aiutare la persona a svolgere al meglio la sua mansione.

Sono quelle che le permettono anche di ottenere risultati migliori, in modo meno forzato e più naturale possibile.

Ma c’è una capacità unica nel suo genere, diversa da tutte le altre (che forse non dovremmo nemmeno chiamare capacità, bensì proprietà) che è la creatività.

L’unicità della creatività sta nel fatto che non necessita di essere allenata, quanto piuttosto curata, nutrita, fatta emergere.

Questo perché è un tratto che ognuno di noi, in forma più o meno emergente, possiede, e che può tornare utile in ogni tipo di attività lavorativa.

Appartenendo alla categoria dei creators digitali, trovo che la creatività sia un tassello fondamentale e l’asso nella manica per la creazione di contenuti che:

  • rispecchino il più possibile il mio modo d’Essere
  • mi permettano di non essere mai banale
  • portino un valore aggiunto a chi mi segue

Partendo dunque dalla mia esperienza, oggi mi piacerebbe porre l’accento proprio sull’importanza che la creatività ha nella propria attività, qualsiasi sia la forma in cui si manifesti il prodotto finale.

In particolare, vedremo come sia possibile recuperare la creatività nei momenti in cui ci sembra di averla persa per sempre (fidati, accade spesso!).

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Cosa significa essere creativi in un’attività?

Per molte persone la creatività è una caratteristica innata che si ha o non si ha, e che per tanto non può in alcun modo essere sviluppata in un individuo.

In realtà, questa proprietà non è qualcosa di intrinseco in una persona, ma è un qualcosa che emerge in essa a partire da un processo creativo.

In questo processo la creatività nasce “al confine”: non troppa emozione, non troppa riflessione; non troppa intuizione, non troppa deduzione; non troppa immaginazione, non troppa razionalità.

Nella creazione di un prodotto, un servizio, un contenuto o una qualsiasi cosa anche solo per il gusto di crearla, l’atto creativo si compone sempre di una fase generativa e una fase esplorativa.

Durante la prima fase, la nostra mente immagina, trova soluzioni, costruisce modelli che vanno verso un determinato scopo; durante la seconda, si esplorano le soluzioni creative trovate per sceglierne una adatta.

Posso essere creativo anche io?

Potete ben capire da queste premesse come si tratti di un atto, quasi di un percorso, non tanto di un episodio o di un carattere specifico della personalità di una persona.

Certo, esistono persone che hanno uno spiccato senso creativo, ma non significa che non si possa sviluppare nel tempo e, soprattutto, con l’azione!

Sì, perché per sviluppare la propria creatività è necessario, come lo dice la parola stessa, creare.

Se tutto rimane nella propria mente, l’atto creativo non può avvenire: è necessario buttarsi e aprirsi al processo, mettendo le mani in pasta e lasciandosi andare al ritmo del proprio flow.

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Riceviamo tutti degli input dall’esterno, quindi parti da lì: nel momento in cui uno stimolo di colpisce particolarmente, non farti perdere l’occasione e comincia a “costruirci un castello sopra”.

Ricorda: la creatività non è imitare, non è non pensare e non è nemmeno divagare senza senso. Infine, è un processo unico, personale e intriso della TUA energia.

Trovi qui tutti i miei articoli sull’evoluzione personale!

Come faccio a ritrovare la creatività?

Nel lavoro è facile focalizzarsi prevalentemente sulla parte pragmatica, matematica e razionale, perché infondo sempre di lavoro si tratta ed è necessario rimanere con i piedi per terra.

Però, nella vita in generale, è necessario riuscire a bilanciare le dualità che la caratterizzano per poter vivere in completezza ed equilibrio.

Anche nel lavoro, quindi, prendersi cura del lato creativo può giovare notevolmente all’intera attività di una persona, specialmente se si tratta di creare un prodotto.

Ma ancora, come avviene nella vita in generale, anche nella sfera creativa si può incorrere in alti e bassi.

Ci saranno sempre momenti in cui si soffrirà di “blocchi creativi”, e che si fa?

Ecco lo scopo di questo articolo: darvi degli spunti per superare i momenti di blocco creativo e ripartire al meglio.

1. Accettalo

Non penserai mica che dobbiamo disperarci perché non riusciamo a ritrovare la creatività!

Calmiamoci e analizziamo la situazione: un blocco creativo può avvenire per molteplici motivi.

Stress, sovraccarico di informazioni, sovraccarico di lavoro, motivazioni legate alla sfera personale, mancanza di ispirazione…la lista va avanti.

La cosa migliore che puoi fare è accettare questo stato, perché anche la creatività ha un costo in energia e non si può sempre averla a 100.

Anzi, ti dirò di più!

I blocchi creativi servono, perché ci permettono di staccare e lasciar “passare un pò d’aria” nella nostra mente, ricaricandoci per lo step successivo.

2. Resta nella tua autenticità

Come accennavo prima, la creatività non può combaciare con l’imitazione.

Siamo esseri con proprie caratteristiche, un proprio background, delle esperienze totalmente diverse e per tanto con tratti, pensieri ed emozioni vissuti in modo unico.

La creatività segue tutto questo, è originata da tutto questo.

Se rimani nella tua energia, nei tuoi valori, nelle tue emozioni, nei tuoi pensieri…tutto fluirà in modo naturale, e il risultato sarà un atto autentico.

La creatività nasce da un individuo che esprime sé stesso, in tutto e per tutto, liberamente.

3. Divertiti di più

Siamo abituati a vedere il lavoro come un qualcosa che ci fa stressare, che richiede costante attenzione, serietà, concentrazione, che non ammette scherzetti.

Invece il divertimento è necessario proprio per controbilanciare questo stato di “controllo”, permettere a chi lavora di sentirsi in un ambiente equilibrato e lasciarsi andare se ne ha bisogno.

Fino a prova contraria, non siamo delle macchine. Quindi non comportarti da tale!

Quando puoi, prendi il tuo lavoro un pò meno seriamente e permetti all’imperfezione di accadere.

Ridi, scherzaci su, crea un ambiente a misura di spontaneità.

Non è bloccando le energie alte che riceverai il boost di creatività.

4. Fai attività che ti ispirano

Non c’è niente di meglio che fare ciò che più si ama per liberare l’energia bloccata, perché si entra in quello stato di flow dove null’altro importa, se non l’attività che si sta svolgendo.

La passione, la serenità, il divertimento, la spensieratezza, tutte quelle emozioni che si sbloccano quando siamo nel mezzo di un’attività che amiamo hanno frequenze altissime.

Tutto ciò stimola inevitabilmente l’inizio del processo creativo e ci sentiamo quanto più ispirati a trovare idee, soluzioni, riflessioni e consapevolezza in ciò che facciamo.

Il mio consiglio è quello di ricavarti ogni settimana, quando riesci, del tempo per fare solo e unicamente ciò che ami in assoluto.

Quando senti mancare la creatività smetti di cercarla, e dedicati a questo.

Che sia la cucina, la musica, il ballo, il canto, la scrittura, la meditazione, lo sport, il giardinaggio, stare con il tuo cucciolo, disegnare, lavorare a maglia,…

Qualsiasi cosa va bene, purché ti metta nelle condizioni di cui parlavo sopra e ti permetta così di riconquistare l’ispirazione perduta.

5. Usa la musica

Un mezzo che personalmente trovo molto utile quando sto facendo brainstorming o creo i miei contenuti, è la musica.

La musica è capace di trasformare l’intera atmosfera di un ambiente da un secondo all’altro, modificando così anche il nostro umore.

Ogni genere di musica ha il suo scopo:

  • classica per rilassare, riflettere, andare nel profondo
  • latina per far muovere il corpo, sbloccarci, divertirci
  • rock e pop per liberare emozioni, lasciarci andare al non-senso

Se hai un genere di musica che ti genera un certo tipo di emozioni, usala per accompagnare il processo creativo.

Ascoltala e permettile di entrare in te e uscire senza giudizio.

Cantala, ballala, suonala se puoi. Vivila esattamente così com’è: farà nascere meraviglie.

6. Scambia opinioni con altri

Siccome siamo esseri sociali, il confronto con l’altro è una parte fondamentale delle nostre vite.

In molti trovano molto più utile rimanere in solitudine durante il lavoro, specialmente quando si è in una fase creativa. Il ché è assolutamente okay.

Però ricordiamoci che nel momento in cui le nostre risorse interne iniziano a scarseggiare, c’è l’esterno a rimediare e a fornirci ciò che ci serve per proseguire.

Possiamo attingere dall’altro all’infinito: opinioni, idee, punti di vista, prospettive, emozioni. Tutto questo è ricchezza pura!

Non costringerti a rimanere sempre e soltanto fissato nelle tue idee, evitando il contatto con qualsiasi altra cosa sia diversa dalla tua visione.

Il mondo è pieno di possibilità, ma è possibile coglierle solo se ci si apre ad esso.

Quindi il mio consiglio è: non dimenticarti di condividere e di lasciare che gli altri condividano con te.

Bonus: Dedica uno spazio alle tue idee improvvise

Uno strumento che trovo utilissimo e che uso costantemente per la creazione dei miei contenuti è una semplice nota sul computer intitolata “Idee improvvise”.

Tutte quelle scintille che arrivano nel corso di una giornata e che non voglio assolutamente dimenticare finiscono lì, in attesa di essere ripescate e portate a galla.

Per me è un tesoro, perché mi permette di rivedere concetti pensati, rivalutarli, mischiarli l’uno con l’altro, capire cosa posso approfondire e cosa invece ho trattato a sufficienza.

Ti consiglio di aprire la tua nota “Idee improvvise” e di sfruttarla al massimo nel tuo processo creativo.

Ti è piaciuto ciò che hai letto? Qui puoi trovare altri consigli per lo sviluppo consapevole della tua attività.


E a te cosa aiuta nei momenti in cui la creatività viene a mancare?

Quali sono i mezzi che utilizzi per risvegliarla?

Sarei felice di sapere la tua opinione sull’articolo e sull’argomento, quindi se ti va lascia un commento qui o scrivimi in DM per dirmi ciò che pensi.

Ti ringrazio di aver letto fino a qui e ti auguro di vivere al meglio il tuo potere creativo. Ci vediamo presto con un nuovo articolo!

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