I motivi principali per cui molte persone fanno fatica a trovare uno scopo e come riuscire a capire qual è.

A 7 anni ti chiedono: “Cosa vuoi fare da grande?“.

Quando ne hai 13 ti chiedono: “Hai scelto che scuola superiore fare?“.

Arrivi ai 18 e ti chiedono “Adesso? Lavoro o università?“.

E a 25 sei tu a chiederti: “Ma sarà stata la scelta giusta?“.

Sapere a cosa si vuole dedicare la propria vita è un questione tosta per moltissime persone al giorno d’oggi.

Quello che personalmente identificherei come il più bel viaggio di scoperta che una persona possa fare, spesso e volentieri si trasforma in un vero e proprio incubo.

Trovare la propria strada, il proprio scopo o, se vogliamo chiamarlo all’Orientale, il proprio Ikigai, nella nostra società è una sfida contro il tempo, contro le circostanze e contro le aspettative, proprie e degli altri.

Come possiamo vivere con maggiore serenità questo percorso di continua evoluzione, arrivando finalmente alla realizzazione di ciò che davvero desideriamo per noi e il nostro futuro?

Ne parliamo oggi in questo articolo che ti aiuterà a fare un po’ di chiarezza sul perché non riesci a trovare la tua strada, e come puoi finalmente riuscirci.

road surrounded by green trees

E’ un problema sociale

Trovare la propria strada è letteralmente un viaggio, un percorso, un processo.

Ma a differenza di quanto si possa credere, è un viaggio che comincia e non finisce, bensì evolve nel tempo.

Questo è un punto che non molte persone comprendono a pieno, cadendo nella trappola che, generazione dopo generazione, la nostra società ha costruito.

La stragrande maggioranza della gente è stata abituata a dividere la vita per compartimenti stagni, con un inizio e una scadenza entro cui fare determinate cose.

Da piccolo ti chiedono costantemente cosa vorresti fare da grande. Esci dalle medie e dovresti avere una minima idea di ciò che ti piace fare o a cosa vorresti dedicare i tuoi anni di crescita. Uscito dalle superiori, dovresti aver realizzato che tipo di lavoro o ruolo professionale vorresti ricoprire.

Se non l’hai ancora capito, o trovi un lavoro qualsiasi, o inizi l’Università. Prendiamo il secondo caso.

Finita l’Università, ti rendi conto che le aspettative che avevi verso quel settore che hai approfondito non combaciano davvero con ciò che volevi inizialmente (o credevi di volere) e senti di aver fatto la scelta sbagliata.

Ora hai un’altra scelta: continuare a studiare finché non realizzi dove collocarti, o cercare un lavoro in linea con i tuoi studi che ti paghi abbastanza da mantenerti. Alla fine, questo è l’importante, no?

Se ciò che hai letto fino ad ora ha risuonato, prosegui insieme a me e andiamo a fondo alla questione.

Perché non so dove andare?

Ciò che ho appena descritto è il meccanismo che porta moltissime persone a non essere soddisfatte al 100% della strada che hanno scelto di intraprendere, finendo nella convinzione di non poter più trovare la loro via.

Ci sono alcuni buoni motivi per cui ciò accade:

Vivere seguendo un flusso di causa-effetto

Quando si vive seguendo esclusivamente ciò che è stato precedentemente, ci si preclude ogni possibilità di espandersi nuovamente.

In altre parole, seguendo la formuletta “Ho fatto/detto/scelto…quindi devo per forza…“.

Alcuni esempi possono essere:

“Ho fatto questo tipo di scelta al tempo, quindi devo rimanere su tale strada.”

“Appartengo a questo tipo di background familiare, quindi devo seguire lo stesso percorso”.

“Mi è sempre stato detto che ho alte doti in questo ambito, e le ho, quindi ha senso che vada solo verso quella direzione”.

“Ho una laurea in giurisprudenza, quindi non posso buttarla via per mettermi a insegnare yoga”.

Ti svelo un segreto.

Non è necessario rimanere coerenti con ciò che “un tempo hai detto” o “ciò che gli altri si aspettavano da te”, perchè così facendo non ti permetterai di aprirti a realtà diverse, magari migliori per la tua felicità.

La cosa migliore che tu possa fare è vivere chiedento a te stess* quale possa essere ADESSO la scelta migliore per te, distaccandoti da qualsivoglia aspetto esterno che possa influenzarti, compresi passato e futuro.

Nel secondo punto capiamo il perché.

Stai pianificando tutto

Ho sentito dire un po’ di tempo fa una bellissima frase che mi ha colpita profondamente: “Non importa quanto pianifichi, perché l’Universo avrà sempre un piano più grande per te.

Ripeti questa frase mentalmente e ascolta cosa ti arriva.

Quello su cui voglio porre l’accento è che nella vita tutto è imprevedibile e sfuggente alle aspettative umane.

Pianificare ogni lato della tua vita in termini spazio-temporali si rivelerà controproducente, perchè ci saranno sempre minimi aspetti che devieranno la via che avevi previsto.

Questo non significa essere passivi verso la vita, tutt’altro: significa conoscere ciò che si desidera davvero, agire in linea con ciò in ottica futura, ma basandosi su ciò che ORA si ritiene giusto e migliore per noi.

Le scelte vanno sempre prese pensando all’Adesso, non al prima, non al dopo. Quindi fai domande al te stesso di ora, non a quello di ieri o di domani.

Così come non sei più la stessa identica persona che eri 1 anno, 1 mese, 1 settimana fa, non sarai la stessa persona la prossima settimana, il prossimo mese, il prossimo anno.

Non crediamo abbastanza nei sogni

Paradossalmente, ci troviamo nell’epoca più favorevole in termini di accessibilità alle informazioni, ai contatti, alle opportunità di espanderci come persone, eppure quando parliamo di realizzare un sogno siamo ancora diffidenti.

Ogni giorno ci è posta davanti una scelta: vivere perseguendo la “sicurezza” o vivere perseguendo un sogno.

La maggior parte delle persone non considera nemmeno la seconda, per paura di finire rovinate, fallire, non concludere nulla. Barattano il loro perché con una vita che non desiderano davvero.

La norma di oggi, purtroppo, non è quella di perseguire un sogno. Ciò non è razionale, in una società fortemente razionalizzata. E si finisce con il lasciarli nel cassetto, sperando che forse, un giorno, chissà…

Io credo sia ora di viaggiare un po’ controcorrente, partendo da una consapevolezza fondamentale: la sicurezza, al giorno d’oggi, non esiste.

E anche al di là dell’ambito lavorativo, ogni giorno andiamo incontro a rischi di cui nemmeno ci rendiamo conto.

Inseguire la sicurezza finendo col vivere un’esistenza priva di senso, questo sì che è poco sicuro e rischioso! Perché è una sofferenza che permane a lungo termine.

Credete nel vostro sogno, qualunque esso sia. C’è abbondanza di possibilità di portarli a termine.

E rivolta il detto: non sono i sogni ad essere nel cassetto. Sei tu ad esserci, mentre i sogni sono là fuori.

Associamo la nostra realizzazione personale unicamente al lavoro

Non pensare che trovare la propria strada o il proprio perché sia soltanto una questione di trovare il lavoro giusto.

Sì, è vero che il lavoro riempie in media 40 anni della vita di ogni persona. Ma il resto del tempo, che si fa?

La vita è ben più del lavoro: è esperienze, è viaggio, è famiglia, è relazioni, è scoperta, è passione, è riposo.

Non limitarti a cercare il tuo perché nel ruolo professionale, perchè può essere che si trovi al di là di esso! Ho alcuni esempi da portarti:

  • Una madre che a un certo punto decide di lasciare il lavoro perché sente di volersi dedicare alla famiglia
  • Un commercialista che ama spendere il tempo fuori dall’ufficio facendo volontariato
  • Un’imprenditrice digitale che passa 2 giorni a settimana off dai social per dedicarsi alla sua fattoria

Infinite possibilità, abbiamo infinite possibilità.

Quello che non è infinito, spesso e volentieri, è il nostro modo di vedere le cose, che si limita a una visione standardizzata e inculcata dalla massa di ciò che è “giusto” o “normale”.

Tu sai cosa è giusto per te. La “normalità” è diversa per ognuno di noi, pertanto non esiste.

Quindi se stai cercando il tuo perché, prova a guardare anche negli aspetti al di là del lavoro. Potresti sorprenderti.

Come trovare la propria strada

Chi vive seguendo questo tipo di meccanismi finisce con il non segliere.

Non scegliere è la cosa peggiore che una persona possa fare se sta cercando delle risposte, perchè si preclude la possibilità di capire cosa fare e cosa non fare.

Rimanere nella “non scelta” significa semplicemente adagiarsi al corso degli eventi, sperando, aspettando, vivendo passivamente la vita. Della serie: quel che accade, accade.

Come possiamo quindi non trovarci in questa situazione stagnante, affrontando attivamente la vita?

Ho alcuni spunti da cui puoi partire, poi l’Universo farà il resto 😉

1) Impara ad esplorare la vita

Come direbbe Gianluca Gotto, “Bisogna vivere la vita da viaggiatori”, il ché si sposa alla perfezione con quella che è la mia personale visione della vita.

Cosa fai di solito in un viaggio? Esplori, assapori, ti incuriosisci, scopri fino a che non trovi più spazio nel cuore da quante cose stai assorbendo.

E’ così che si dovrebbe vivere.

Esplorare la vita significa innanzitutto essere curiosi: informarsi, andare a fondo alle questioni, permettersi di ricevere input che possano nutrirci di nuove informazioni.

Poi significa fare esperienza: non precludersi le possibilità di scoprire qualcosa in più su noi stessi e sul mondo, crescere come persone, riempirsi di vissuto.

Ma significa anche dubitare: non tutto viene per essere accolto, quindi accettare di fare anche passi indietro, rivalutare, capire meglio.

Infine concedersi di cambiare, perché esattamente come avviene nei viaggi migliori, si parte essendo in un modo e si torna amplificati, diversi, ancora più completi.

2) Fatti le domande giuste

Le risposte migliori e le più grandi scoperte su di sé provengono sempre dalle domande giuste.

Se non sai da dove partire, ti do io qualche input:

  • Mi piaccio nel ruolo che occupo?
  • Che effetto ha questo ruolo sulla mia Energia?
  • Mi permette di raggiungere il mio obiettivo più importante?
  • Cosa sento, cosa provo, cosa penso alla mattina appena mi alzo, e alla sera quando vado a dormire?
  • Cosa direbbe il tuo bambino interiore?

Mentre rispondi, fai attenzione anche a ciò che provi nel corpo.

E’ resistenza, oppressione, pesantezza, tristezza?

O è apertura, fiducia, un pizzico di paura, emozione?

La nostra verità più autentica si nasconde dietro ai segni rivelati dalle sensazioni del corpo!

3) Fatti aiutare da un libro

Esistono moltissime risorse per comprendere in modo ancora più accurato quello che può essere il nostro scopo di vita. L’ambito da cui nascono queste risorse ha un nome, ed è “Life Design“.

Ci sono buonissimi coach che ti possono aiutare in questo senso, ma se vuoi partire per conto tuo ho qualche titolo da consigliarti per muoverti in questa direzione.

  • Design your life, di Bill Burnett. E’ il miglior libro che abbia letto nell’ambito del Life Design. “Utilizzando la loro esperienza come innovatori della Silicon Valley e come docenti di uno dei corsi più frequentati a Stanford, Designing Your Life, che insegna agli studenti come progettare la loro vita futura, gli autori di questo libro hanno elaborato un metodo e una “cassetta degli attrezzi” per imparare ad analizzare la nostra vita con uno sguardo nuovo e individuare le innumerevoli opportunità che ci vengono offerte.”
  • The Renaissance Soul, di Margaret Lobenstine. Il libro perfetto per i multipotenziali, ovvero coloro che hanno più passioni, più ambizioni, più strade da intraprendere e vogliono scoprire come riuscire a fare tutto, con successo.
  • Ikigai, di Bettina Lemke. Un libro molto noto che ci spiega come trovare il nostro senso della vita, lo scopo più alto, la ragione per cui vale la pena esistere, la propria ragione d’essere e per cui sentirsi grati ogni mattina appena svegli.

E tu, quale sceglierai?


Riprendendo il discorso iniziale, scoprire la propria strada è un processo che continua anche tutta la vita.

Voglio ricordarti che non c’è nulla di male ad aver raggiunto una certa età e non aver ancora trovato il proprio scopo/perché/Ikigai, chiamalo come desideri.

La cosa migliore che tu possa fare è perseguire quello stato di completa immersione che provi quando stai facendo esattamente ciò che ami fare.

Imparare, provare, esercitarti, scoprire, indagare un pò fuori e dentro di te.

E goderti il viaggio, che alla fine conta solo questo.

Ti abbraccio forte e ti saluto, ci vediamo nel prossimo articolo!

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