In molti parlano del journaling, ma in pochi comprendono davvero i suoi benefici. Oggi ti parlo di tutti i buoni motivi per cui dovresti iniziare.

Ho ricevuto il mio primo diario nel Natale del 2010, avevo 10 anni. Era un bel diario classico, con i fiori, una cornice elegante a decorare la copertina e un lucchetto apribile con una piccola chiave in acciaio. Volevo tanto un diario per raccontargli qualsiasi cosa mi accadesse durante le giornate, anche solo per dirgli che tempo faceva.

Per un po’ di tempo è stato più o meno sempre così: il classico resoconto giornaliero di una ragazzina che osservava e appuntava il più e il meno, insieme a eventi più intensi che la introducevano a nuove grandi esperienze.

Ma fu da quel momento che, per me, la scrittura diventò un metodo potentissimo per esprimermi, una chiave d’accesso al mio cuore e alla mia mente, uno sfogo e un metodo per restare in comunicazione con me stessa.

Per molti scrivere un diario è una cosa banale: qualcosa di sdolcinato, di infantile, che non serve a granché e che può procurare addirittura vergogna e disagio nel farlo.

A che serve scrivere i fatti propri su pagine di carta che potrebbero essere scoperte da chiunque in qualsiasi momento?

Oppure, che senso ha farlo se nessuno può ascoltare? A che fine?

Se ti sei posto queste domande o rientri nel genere di persone che rifiutano a priori questa abitudine, o ancora, ti piacerebbe iniziare ma non sai bene come, ti invito a continuare a leggere: ti parlerò del journaling e dei suoi benefici, prendendo spunto dai miei 10 anni di esperienza.

Che cos’è il journaling

Il termine inglese “journaling” corrisponde al nostro “scrivere su un diario”. Solo che detto in inglese assume un senso che, a mio parere, si addice meglio a quello che nella pratica si va a fare: journaling è osservare, tenere a mente e poi appuntare; è aggiornare un quaderno con ciò che ci succede o ci passa per la testa; è tenere memoria dei fatti, o semplicemente mettere su scritto dei pensieri. Ma soprattutto, è un’abitudine.

Alcuni dei miei diari

La mia opinione e i miei 6 consigli

Da qualche anno a questa parte ho sempre ritenuto che scrivere fosse un’attività che porta grandissimi benefici a chi la pratica.

La scrittura è il primo metodo inventato nella storia per tenere memoria dei fatti e aiutare la nostra mente a ricordare. È un metodo comunicativo potente, che può essere usato con chi ci circonda o, nel nostro caso, verso noi stessi.

In più, scrivendo si tende ad esprimere in modo più onesto e sincero ciò che ci frulla per la testa, perché di fronte abbiamo solo un foglio di carta che non può controbattere in alcun modo, ma solo accogliere i nostri pensieri.
Veniamo dunque al sodo con i 6 motivi che rendono il journaling così utile e perchè dovrebbe diventare la tua prossima abitudine.

1. Non ci sono regole

Scrivere un diario non ha regole fisse e per questo motivo può essere un grande stimolo per la creatività di una persona.

Si parte con la scelta del tipo di diario, che è assolutamente personale. Ne esistono di infinite tipologie: diari-agenda con la data e spazi per appuntare una to-do list, diari a pagine bianche, diari con il lucchetto, ampiamente decorati o basic, in pelle, in plastica, digitali, grandi, medi, piccoli…

Il mio consiglio è: inizia con un diario che pensi ti rispecchi e che ti invogli a prenderlo e scriverci quando lo vedi. L’aspetto conta.

I diari Made in Italy di Ciak sono di ottima qualità.

Poi, naturalmente, arriverà il tuo turno e dovrai cominciare a farlo tuo, e qui entra in gioco la creatività. Vi faccio un esempio: io ho deciso di dedicare uno dei miei diari interamente al self- help, dunque oltre che scriverci pensieri personali, mi piace arricchirlo con disegni, versi, citazioni di libri che penso possano aiutarmi a fare chiarezza.

Un altro diario invece l’ho dedicato solamente ai fatti delle mie giornate e, negli anni, è diventato il diario del corso della mia vita, per questo al suo interno si trovano anche fotografie, interventi di altre persone, lettere, e altro.

Ognuno può riempire un diario come meglio crede e come pensa sia meglio per lui: non ci sono regole!

2. Una valvola di sfogo

Come dicevo all’inizio, il journaling può essere una potente arma comunicativa verso noi stessi. O meglio, la scrittura lo è.
Sicuramente ti sarà capitato di arrivare alla fine di qualche giornata pesante pensando “non ce la faccio più”, avendo fatto il pieno di stress e avendo accumulato nella tua testa una miriade di pensieri.

Per non andare a dormire con la testa piena, scrivere su un diario può diventare un’ottima valvola di sfogo.

Scrivere ciò che ti passa per la testa significa tirare fuori e ordinare i pensieri. Ciò non significa per forza trovare una soluzione ad alcuni problemi o rivoluzionare una situazione completamente, ma di sicuro esporre in maniera esplicita tali pensieri ti aiuterà ad alleggerire la mente, e questo è già un passo significativo: con una mente libera i problemi si affrontano meglio.

Naturalmente, uno sfogo può avvenire anche in senso positivo! Magari durante quella giornata ti sono successe talmente tante cose belle che tenendole per te rischi di esplodere dalla gioia, quindi a quel punto il diario diventa il tuo miglior ascoltatore.

3. Organizzare visioni

Così come ti permette di avere di fronte tutte le pagine sul tuo passato, un diario può diventare il principale metodo di visualizzazione del futuro.

Mi spiego meglio: una persona che decide di porsi un obiettivo da realizzare in tot giorni/settimane/mesi/anni sarà sicuramente ben focalizzata su tale traguardo già nella sua mente, se lo desidera ardentemente; ma per non perdere di vista tale obiettivo e cercare di focalizzarcisi in maniera ancora più concreta ed efficace, scrivere nero su bianco quali sono i suoi piani è la strategia più semplice e, allo stesso tempo, più proficua.

Basti pensare alle attività imprenditoriali: definire una mission e una vision è essenziale, così come stendere un business plan è fondamentale.

Scrivere e rileggere dei tuoi obiettivi ti aiuterà a mantenere attiva l’attenzione su di essi, ma ti permetterà anche di modificarli o elaborarli meglio, di segnare i progressi, di appuntarti nuove idee, di capire cosa va e cosa non va. Organizza i tuoi obiettivi e li raggiungerai più facilmente!

4. Sfidare te stesso

Fare journaling non è sempre una passeggiata, anzi ho trovato momenti in cui aprire il mio cuore alle pagine di alcuni dei miei tanti diari è stato complicato e frustrante. Questo succede perché ti metti a nudo, ma sei a nudo solo di fronte a te stesso. Non c’è nessuno ad ascoltarti, soltanto tu e la tua coscienza, ed è difficile mentire a sé stessi quando non c’è un motivo per farlo.

Per chi fa fatica ad accettare certe verità che abitano nella sua testa, e che raramente tira fuori, di fronte a questa opportunità di farlo può sentire un’iniziale difficoltà. Ma fidati di me, farlo ti libererà di un notevole peso. Sta proprio qui il punto: sfidare quel lato di sé stessi, cioè le proprie paure, insicurezze o consapevolezze, tirarle fuori, metterle giù e osservarle.

Quando avrai riletto ciò che hai scritto, vedrai la situazione da un punto di vista esterno e avrai modo di analizzare meglio quello che succede nella tua testolina, guadagnando lucidità.

5. Guardarsi indietro, per andare avanti

La più romantica delle motivazioni per cui si inizia a scrivere un diario sta nella possibilità di viaggiare nel tempo per un po’ di minuti. Se si è stati davvero bravi nel narrare i dettagli, rileggere certi passaggi può davvero far rivivere con la mente certe esperienze, ed emozionarsi di fronte a un ricordo che si aveva rimosso è sensazionale.

Sebbene si dica spesso – e condivido questa idea – che sia meglio che il passato resti nel passato e che si debba vivere nel e per il presente, a volte guardarsi indietro può diventare quella spinta in più che ci permette di andare avanti.

Attenzione: non sto dicendo che bisogna rileggere tutti gli avvenimenti del 2012 ogni sera prima di andare a dormire. Anzi, rileggere certe pagine può essere talvolta doloroso, per questo è giusto saper selezionare quanto e cosa rivivere.

Ed è qui che capisci di aver maturato o meno quella capacità di cui parlavo poco fa: vedere dall’esterno le cose e osservarle da un nuovo punto di vista, restando ben collocato nel presente, riflettendo sul passato, e infine capendo come agire per il futuro.

6. Crescita personale

E con questo mi collego all’ultimo punto, che è il più importante e il fine principale del journaling: crescere, crescere e crescere.

Venendo alla mia esperienza diretta, scrivere per 10 anni mi ha permesso di capire quanto io sia cambiata nel tempo, che cosa mi abbia cambiata e come potrei affrontare nuove situazioni della mia vita futura.

Mi ha permesso di riflettere su alcuni sbagli che ho fatto e come non ripeterli, che tipo di persone devo tenermi stretta e chi invece devo allontanare. E molto altro ancora.

Scrivere un diario è un bellissimo viaggio nella propria vita e, alla fine, qualsiasi sia il motivo principale per cui si decida di iniziare, esso è semplicemente la stesura su carta della propria evoluzione.
E credo che questo motivo basti e avanzi per decidere di cominciare.

Che cosa aspetti?


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